Fotografia: Elena Babini

Fotografia: Elena Babini

Navigammo su fragili vascelli per affrontar del mondo la burrasca… per dirla con De Andrè; navigammo su vari forum per affrontar della fotografia le domande e colammo a picco disperati.

Tralasciando i piccoli quesiti tecnici, dove a volte si possono trovare risposte la cosa più disarmante notata un po’ ovunque sui forum è il giudizio “di pancia” alla immagini.  Tizio “posta” una foto di aironi e sotto un susseguirsi di commenti che vanno dal bella, al io avrei ecc…. Mai, e dico mai, ho letto una critica vera, cioè una lettura vera delle fotografie inserite, una lettura ponderata e utile, del tipo: bella per questo motivo, o insignificante perché…  e di seguito la spiegazione della motivazione della critica negativa o positiva. Navigando nei forum si ha l’impressione di essere in un “girone” di frustrati esseri che inseriscono immagini non per crescere culturalmente ma per godere del inutile complimento fatto senza motivazioni e spiegazioni da un altro identico frustrato che ignora perché quell’immagine gli piace o meno. Navigammo su fragili vascelli e sprofondammo nell’oceano del delirio a un complimento che si vede sempre più diffuso sotto le fotografie naturalistiche: “Complimenti bella cattura”. Bella cattura? Ma dico cos’è che avremmo catturato? L’anima? Stiamo andando indietro come fanno i gamberi! Io povero illuso che credevo ogni analogia predatoria legata all’immagine naturalistica ormai morta e sepolta ho preso un altro schiaffo dalla realtà! Questi predano, catturano fotografie, non le scrivono con la luce, non le fanno, non le pensano, non le meditano, non le studiano, le catturano!

Queste comunità virtuali sono inoltre chiuse, regno dei loro “guru”, i meno peggiori fra i frequentatori assidui che “postano” foto a volte anche di pregio, invidiosi e astiosi fanno i “moderatori”, ho volutamente infranto a piè pari i regolamenti di uno di questi tabernacoli della sotto cultura fotografica inserendo promozioni di photofarm e dando risposte ironiche e sottili ai “richiami” ricevuti, ebbene il risultato divertentissimo è stato quello di assoluta incapacità a leggere l’ironia e il significato, o meglio, la “comunicazione”, come si può con questi presupposti crescere fotograficamente? Dimenticavo, mi hanno dato sessanta giorni di sospensione dal forum senza diritto di replica, cose da scuole elementari… In queste comunità la crescita culturale non solo è pari a zero, ma si regredisce, il tutto perché si cercano risposte senza farsi domande. Per buone fotografie occorre farsi molte domande e imparare a leggere.

Fra i vari forum, per correttezza specifico che ho indagato solo quelli in lingua italiana,  uno di questi: http://www.naturamediterraneo.com è davvero molto utile, interessante, ben strutturato e i contenuti inseriti dagli utenti sono competenti e intelligenti, purtroppo o per fortuna è un forum naturalistico, la sezione fotografica e minima e non di pari livello.

Torniamo alla cosa più deprimente di queste comunità, i giudizi alle foto inserite, giudizi detti “di pancia”, ovvero, è bella è brutta, perché? Non lo so mi piace e basta.

Proviamo a leggere questa foto che ho ricevuto da un amica via e mail appunto per una lettura…

Di questa immagine la grande forza è la bandiera! Anche se va detto che non so quanti siano a conoscere la bandiera albanese, mica è quella degli Stati Uniti!!! Ma la bandiera è un codice culturale forte e il lettore deve interrogarsi sempre quando trova nei connotati un codice culturale, un simbolo, e decodificarlo, diversamente è un lettore superficiale e disattento.

La  composizionedi questa immagine apparentemente sgraziata, sbilanciata sulla sinistra da un punto di vista grafico viene compensata dal colore rosso, colore forte e pesante, difficile da mettere in un equilibrio compositivo, qui è collocato quasi centrale e funziona per questo (se cambi la bandiera rossa con una verde l’immagine precipita), gli occhi del lettore passano da quelli del ragazzo e finiscono sul rosso, solo dopo individuano la seconda figura, aiutati e attratti nuovamente dal rosso della pallina…da un minuscolo angolo si identifica il biliardo, la condizione sociale (la racconta il muro) e lo sguardo del soggetto lascia spazio alla giusta interpretazione personale che ogni singolo lettore vorrà dargli, la collocazione geografica della scena è inequivocabile. L’immagine narra senza possibilità di interpretazione la località geografica, la condizione sociale, l’attività ludica… ma concede spazio al “succo”: uno sguardo pensieroso e profondo.

I connotati dell’immagine: persone, biliardo, bandiera, muro, sono stati impiegati in una forma grammaticale (composizione) buona e l’immagine denota fino in fondo località geografica, condizione sociale, momento di vita quotidiana. Per questo motivo e dopo questa analisi posso dire che mi piace!

Questo non è “oro colato” ma una delle potenzialmente tante letture e opinioni che si possono esprimere su questa e su tutte le immagini, quello che conta davvero è il percorso e il ragionamento che porta al giudizio che diamo, questo percorso deve essere non solo emotivo ma anche culturale, solo così diviene un esercizio che fa crescere e migliorare.

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